La Città Fatta Per Me · Formazione su misura
Il cane come mediatore della comunicazione
Interventi assistiti con gli animali al servizio di obiettivi comunicativi, non solo comportamentali
Due giornate per équipe che lavorano con bambini autistici o con disturbi della comunicazione: il cane al servizio di obiettivi comunicativi verificabili.
- Da voi
- nella vostra sede
- 12
- ore in 2 giornate, durata minima
- Attestato
- per chi partecipa
Ogni percorso si costruisce insieme a voi: durata, temi ed esempi vengono decisi in base a chi parteciperà e a quello che vi serve davvero.
Gli interventi assistiti con gli animali sono quasi sempre raccontati come uno strumento che agisce sul comportamento e sulla relazione: il bambino si calma, si avvicina, accetta di restare nella stanza. È vero, ed è già molto. Ma chi lavora sulla comunicazione sa che a un certo punto arriva la domanda successiva: quel cane sta servendo a un obiettivo comunicativo preciso, oppure è un buon contorno alla seduta?
Questo corso prova a rispondere. Due giornate per mettere insieme ciò che la ricerca dice davvero — limiti compresi — e il lavoro quotidiano di un'équipe: come si sceglie un obiettivo comunicativo o linguistico, come lo si traduce in un'attività mediata dal cane, come si allestisce un setting che regga dal punto di vista organizzativo, normativo e del benessere dell'animale.
La seconda giornata è di laboratorio: simulazioni, casi clinici reali e la costruzione di un protocollo che ciascun partecipante porta nel proprio contesto professionale.
Aree e fasce d'età
Obiettivi
Fornire ai professionisti un quadro teorico aggiornato e strumenti operativi per integrare il cane come mediatore di obiettivi comunicativo-linguistici specifici, all'interno di una cornice evidence-based e multidisciplinare.
- Leggere criticamente la letteratura recente sugli interventi assistiti con gli animali e la comunicazione, limiti metodologici compresi
- Distinguere un obiettivo comunicativo da un obiettivo comportamentale o emotivo, e sapere quale dei due si sta perseguendo
- Tradurre un obiettivo clinico — richiesta, turnazione, attenzione condivisa, lessico — in un'attività mediata dal cane
- Scegliere il target giusto per il singolo bambino, con criteri dichiarati e non a intuito
- Allestire un setting conforme ai requisiti organizzativi e normativi, in contesto clinico o scolastico
- Riconoscere il ruolo del coadiutore e i segnali di benessere e malessere del cane durante la seduta
- Costruire un protocollo di intervento personalizzato da portare nel proprio contesto di lavoro
- Analizzare casi clinici reali e discuterne le scelte in équipe
Programma
Le ore indicate sono la durata minima del percorso. I moduli qui sotto sono le aree su cui si può lavorare: quali e quanti entrano nel programma si decide insieme all'organizzazione, in base agli obiettivi della formazione.
Modulo 1: Dalla letteratura alla pratica: cosa sappiamo davvero
Tre ore per mettere in fila ciò che la ricerca ha stabilito e ciò che non ha stabilito affatto: rassegna critica degli studi più recenti su interventi assistiti con gli animali e comunicazione, con i limiti metodologici dichiarati.
Interventi assistiti con gli animali: che cosa sono e che cosa non sono · Le evidenze recenti su cane e comunicazione: scoping review e meta-analisi · I limiti metodologici della ricerca attuale e come leggerli · Obiettivo comportamentale, obiettivo emotivo, obiettivo comunicativo: dove passa il confine · Discussione: che cosa ci aspettiamo, realisticamente, da un progetto con il cane
Modulo 2: Costruire obiettivi comunicativi mediati dal cane
Il cuore del corso: come si passa da un obiettivo clinico scritto in cartella a un'attività in cui il cane ha una funzione precisa, e non decorativa.
Dalla presa in carico all'obiettivo: richiesta, turnazione, attenzione condivisa, lessico · Tradurre un obiettivo logopedico in un'attività mediata dal cane · Tradurre un obiettivo comportamentale senza perdere di vista la comunicazione · Criteri di scelta del target per il singolo bambino · Esercitazione: costruire un'attività a partire da un obiettivo reale
Modulo 3: Setting, sicurezza e benessere animale
I requisiti che rendono un progetto praticabile: organizzazione, normativa, ruoli e condizione del cane, trattati come parte del progetto clinico.
Requisiti organizzativi e normativi degli interventi assistiti con gli animali · Il setting in contesto clinico e il setting in contesto scolastico · Il ruolo del coadiutore del cane e i confini tra le figure dell'équipe · Benessere animale: segnali, carichi di lavoro, quando si interrompe · Documentazione, consensi e rapporti con la famiglia
Modulo 4: Laboratorio pratico e casi clinici
Tre ore di lavoro sui casi: simulazioni, analisi di situazioni reali e costruzione del protocollo che ciascuno porta nel proprio contesto.
Simulazioni pratiche di attività mediate dal cane · Analisi di casi clinici reali portati dalla relatrice · Analisi dei casi portati dai partecipanti · Costruzione di un protocollo di intervento personalizzato · Che cosa monitorare nelle settimane successive
Domande frequenti
Quello che ci chiedono più spesso. Se manca qualcosa, scrivicelo: rispondiamo noi.
Quanto dura il corso?
Due giornate, dodici ore in tutto, di cui una parte pratica. Durata e articolazione si concordano insieme in base a chi partecipa e al contesto di lavoro.
A chi è rivolto?
A logopedisti, educatori, psicologi, neuropsicomotricisti e psicopedagogisti che lavorano con bambini autistici o con disturbi della comunicazione, e che vogliono avviare o rivedere un progetto di interventi assistiti con gli animali.
Serve avere già un cane o un progetto avviato?
No. Il corso è utile sia a chi un progetto lo ha già e vuole ricondurlo a obiettivi comunicativi verificabili, sia a chi sta valutando se avviarlo e vuole capire requisiti, limiti e condizioni.
Il cane è presente durante il corso?
È da concordare con il committente in base agli spazi disponibili e ai requisiti di sicurezza e di benessere animale, che sono parte del programma e non un dettaglio organizzativo.
Dove si svolge?
Nella sede del committente. Le spese di trasferta della relatrice sono a carico del committente e vengono quantificate nel preventivo.
Non è l'unico percorso che possiamo costruire
Ogni contesto ha esigenze diverse. Questi sono gli altri format su misura già pronti.
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