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Autismo livello 1, 2 e 3 e Legge 104: comma 1 o comma 3?
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Autismo livello 1, 2 e 3 e Legge 104: comma 1 o comma 3?

📅 02 novembre 2026 alle 19:20 ⏱️ 7 min di lettura ✍️ La Città Fatta Per Me

Autismo livello 1, 2 o 3: quando si ha la Legge 104 con il comma 1 e quando con il comma 3, le percentuali di invalidità e i documenti per la visita.

«Mio figlio ha una diagnosi di autismo di livello 1: ha diritto alla Legge 104? Con il comma 1 o con il comma 3?». È una domanda che tantissime famiglie cercano su Google. In questo articolo spieghiamo in modo semplice come si collegano i livelli dell'autismo alla Legge 104 e all'invalidità civile, e cosa cambia con la riforma della disabilità.

In breve: nelle 60 province dove è già partita la riforma, chi ha una diagnosi di livello 2 o 3, oppure un livello 1 con molte difficoltà nella vita di tutti i giorni, ha il comma 3. Chi ha un livello 1 e se la cava bene nella vita quotidiana ha il comma 1. Nel resto d'Italia, fino alla fine del 2026, decide la commissione caso per caso.

Cosa sono i livelli 1, 2 e 3 dell'autismo

I livelli vengono dal DSM-5-TR, il manuale che i clinici usano per la diagnosi. Non misurano «quanto si è autistici»: dicono quanto supporto serve alla persona nella comunicazione sociale e nella flessibilità di comportamento.

  • Livello 1: «è necessario un supporto».
  • Livello 2: «è necessario un supporto significativo».
  • Livello 3: «è necessario un supporto molto significativo».

Per il livello 1 si sentono spesso espressioni come «autismo lieve» o «ad alto funzionamento». Molte persone autistiche preferiscono evitarle: il bisogno di supporto può essere grande anche quando da fuori non si vede.

Legge 104: cosa vogliono dire comma 1 e comma 3

La Legge 104 del 1992, all'articolo 3, distingue due situazioni:

  • Comma 1: riconosce la disabilità. Con la riforma si parla di bisogno di sostegno lieve o medio.
  • Comma 3: è la situazione che prima si chiamava «handicap grave». Con la riforma si parla di sostegno intensivo, di livello elevato o molto elevato. Serve quando l'autonomia della persona è ridotta al punto da richiedere un'assistenza permanente, continuativa e globale.

La differenza conta: molti aiuti per la famiglia, come i 3 giorni di permesso al mese per i genitori che lavorano e il congedo straordinario, spettano solo con il comma 3. Li trovi spiegati in Legge 104 e autismo: tutti i diritti e le agevolazioni.

Autismo livello 1 e Legge 104: comma 1 o comma 3?

La risposta dipende da dove vivi, perché oggi in Italia ci sono due sistemi.

Nelle province dove è già partita la riforma

In 60 province (tra cui Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Palermo e Genova: l'elenco completo è nei messaggi INPS che trovi tra le fonti) la visita la fa solo l'INPS e per l'autismo valgono regole scritte, fissate da un decreto del Ministero della Salute del 2025. La commissione guarda due cose: il livello della diagnosi e il funzionamento adattivo, cioè come la persona se la cava nella vita di tutti i giorni (comunicazione, autonomie, relazioni). Il funzionamento si misura con un test chiamato Vineland-II (VABS-II).

  • Comma 3 (sostegno intensivo) se la diagnosi è di livello 2 o 3, oppure se il funzionamento adattivo è basso o moderatamente basso. Per gli adulti conta anche un questionario chiamato WHODAS 2.0.
  • Comma 1 (sostegno lieve o medio) negli altri casi, cioè con una diagnosi di livello 1 e un funzionamento adattivo adeguato.

Quindi anche con una diagnosi di livello 1 si può avere il comma 3, se il test mostra che nella vita quotidiana serve molto aiuto. Per questo è importante portare alla visita un test Vineland-II recente.

Nel resto d'Italia, fino al 31 dicembre 2026

Nelle altre province si segue ancora la procedura di prima: la domanda all'INPS e la visita di una commissione medica. Qui non c'è una tabella dedicata all'autismo: la commissione decide caso per caso, in base alla documentazione e a quanto la persona ha bisogno di aiuto nella vita quotidiana. La diagnosi di livello 1 non esclude il comma 3, e la diagnosi di livello 3 non lo garantisce in automatico.

Autismo e invalidità civile: le percentuali

L'invalidità civile è un riconoscimento diverso dalla Legge 104, anche se spesso si chiedono insieme. Nelle province della riforma, per gli adulti tra 18 e 67 anni, il decreto del 2025 collega i livelli a queste percentuali:

  • dal 46 al 73%: livello 1 con funzionamento adattivo adeguato;
  • dal 74 al 99%: livello 1 con funzionamento moderatamente basso, oppure livello 2 con funzionamento adeguato o moderatamente basso;
  • 100%: livello 3, oppure funzionamento adattivo basso.

Per i bambini e i ragazzi sotto i 18 anni non si usano le percentuali: si valuta se hanno difficoltà persistenti a svolgere le attività tipiche della loro età. È da qui che dipende, per esempio, l'indennità di frequenza. Tutti gli aiuti economici, con gli importi del 2026, li trovi in Bonus autismo 2026: tutti gli aiuti per le famiglie.

Bisogna rifare la visita ogni tanto?

Nelle province della riforma, il decreto stabilisce che l'autismo è una condizione che non va rivista nel tempo. L'unica eccezione riguarda i minori con diagnosi di livello 1, funzionamento adattivo adeguato e una previsione favorevole: in questi casi la commissione può fissare una nuova visita.

Quali documenti portare alla visita

Nelle province della riforma tutto parte dal certificato medico introduttivo, che un medico (per esempio il pediatra o il medico di famiglia) invia online all'INPS. Per l'autismo il decreto chiede di allegare:

  1. una certificazione dello specialista (di una struttura pubblica o privata accreditata), di non più di 12 mesi prima, con la diagnosi e il livello secondo il DSM-5-TR;
  2. i risultati del test Vineland-II sul funzionamento adattivo;
  3. le eventuali altre condizioni di salute presenti, se ci sono.

È utile aggiungere anche altri test e relazioni dei professionisti che seguono la persona. Gli stessi documenti servono anche nel resto d'Italia, dove la commissione non ha una tabella per l'autismo e decide proprio in base a quello che legge. Per la domanda ci si può far aiutare gratuitamente da un patronato.

Cosa cambia dal 2027

Dal 1° gennaio 2027 la riforma vale in tutta Italia: la visita la farà solo l'INPS e al posto di «handicap grave» si parlerà ovunque di «sostegno intensivo». Se con l'estensione a tutta Italia cambieranno i criteri per l'autismo, aggiorneremo questo articolo.

Domande frequenti

Con l'autismo di livello 1 si ha diritto alla Legge 104?

Sì, si può chiedere. Nelle province della riforma, con livello 1 e funzionamento adeguato si ha di solito il comma 1; con un funzionamento adattivo basso o moderatamente basso si ha il comma 3. Nelle altre province decide la commissione caso per caso.

Con l'autismo di livello 2 si ha il comma 3?

Nelle province della riforma, secondo il decreto, sì: riconosce il sostegno intensivo, cioè il comma 3, a chi ha una diagnosi di livello 2 o 3. Nel resto d'Italia, fino a fine 2026, decide la commissione.

Se non sono d'accordo con il verbale, cosa posso fare?

Si può contestare il verbale. Le strade e i tempi cambiano da caso a caso: per non sbagliare, fatti aiutare da un patronato o da un'associazione di famiglie.

Chi può aiutarti

Per la diagnosi, il livello e il test Vineland-II servono professionisti che lavorano con persone autistiche e neurodivergenti. Su La Città Fatta Per Me puoi cercare professionisti vicino a te.

Le fonti

Informazioni verificate sui documenti ufficiali il 2 novembre 2026. Questo articolo ha scopo informativo: prima di presentare una domanda, controlla le pagine ufficiali o chiedi a un patronato.

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