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Screening logopedico precoce

Screening logopedico precoce

Logopedia

Descrizione

Screening del linguaggio nella fascia d’età 0-36 mesi. Percorsi personalizzati per neo-genitori che vogliono monitorare e stimolare fin dai primi mesi lo sviluppo comunicativo-linguistico.

Modalità di erogazione

In presenza

Destinatari

Prima infanzia (0-3 anni) Famiglie/Genitori

Informazioni sessione

Formato: Individuale
Durata: 50 min

Livelli di supporto

Livello 1 (lieve) Livello 2 (moderato) Livello 3 (elevato)

Prezzo

50,00 €

/ a sessione

sconto per pacchetti

Chi ha creato questo contenuto

Valeria Santacatterina

Logopedista

Bologna, Modena, Emilia-Romagna

Mi chiamo Valeria Santacatterina e sono una logopedista neurodivergente. Mi occupo di età evolutiva, lavorando in particolare con bambin* con Disturbi del Linguaggio, autismo con livello di supporto 1, ADHD, disturbi della comunicazione socio-pragmatica, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Disabilità Intellettive, squilibri muscolari oro-facciali, deglutizione disfunzionale, disfonie infantili e sindromi genetiche. Aver ricevuto una diagnosi di neurodivergenza in età adulta, al termine di un percorso personale e professionale, mi ha permesso di comprendere dall’interno quanto i funzionamenti neuroatipici possano rimanere invisibili quando non rientrano nei modelli diagnostici tradizionali. Questa consapevolezza orienta profondamente il mio lavoro clinico. Credo sia fondamentale che il mondo clinico e quello educativo sviluppino un linguaggio condiviso, capace di rispondere in modo globale ai bisogni delle persone, tenendo conto anche del contesto sociale e culturale in cui vivono. Per questo ho scelto di integrare la mia formazione logopedica con un percorso di Laurea Magistrale in Sociologia e Ricerca Sociale presso l’Università di Bologna, ampliando lo sguardo sui processi di inclusione, esclusione e costruzione del significato. Ritengo importante la presenza di professionist* neuroatipic* all’interno delle équipe cliniche ed educative: uno sguardo “interno” sulle differenze arricchisce la pratica, favorisce una prospettiva meno patologizzante e apre a modelli di intervento più inclusivi o, come preferisco dire, non esclusivi!

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