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Consulenza per educatori e insegnanti

Consulenza per educatori e insegnanti

Formazione per la Scuola

Descrizione

Incontri di formazione per educatori e insegnanti nell’ambito dello sviluppo del linguaggio, Autismo, ADHD, Disturbi dell’Apprendimento, linguaggio e digitalizzazione.

Modalità di erogazione

Online In presenza

Destinatari

Professionisti Operatori/Insegnanti

Informazioni sessione

Formato: Di gruppo

Livelli di supporto

Livello 1 (lieve) Livello 2 (moderato) Livello 3 (elevato)

Disponibilità

variabile

Prezzo

30,00 €

/ a sessione

gruppi composti da almeno 4 partecipanti

Chi ha creato questo contenuto

Valeria Santacatterina

Logopedista

Bologna, Modena, Emilia-Romagna

Mi chiamo Valeria Santacatterina e sono una logopedista neurodivergente. Mi occupo di età evolutiva, lavorando in particolare con bambin* con Disturbi del Linguaggio, autismo con livello di supporto 1, ADHD, disturbi della comunicazione socio-pragmatica, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Disabilità Intellettive, squilibri muscolari oro-facciali, deglutizione disfunzionale, disfonie infantili e sindromi genetiche. Aver ricevuto una diagnosi di neurodivergenza in età adulta, al termine di un percorso personale e professionale, mi ha permesso di comprendere dall’interno quanto i funzionamenti neuroatipici possano rimanere invisibili quando non rientrano nei modelli diagnostici tradizionali. Questa consapevolezza orienta profondamente il mio lavoro clinico. Credo sia fondamentale che il mondo clinico e quello educativo sviluppino un linguaggio condiviso, capace di rispondere in modo globale ai bisogni delle persone, tenendo conto anche del contesto sociale e culturale in cui vivono. Per questo ho scelto di integrare la mia formazione logopedica con un percorso di Laurea Magistrale in Sociologia e Ricerca Sociale presso l’Università di Bologna, ampliando lo sguardo sui processi di inclusione, esclusione e costruzione del significato. Ritengo importante la presenza di professionist* neuroatipic* all’interno delle équipe cliniche ed educative: uno sguardo “interno” sulle differenze arricchisce la pratica, favorisce una prospettiva meno patologizzante e apre a modelli di intervento più inclusivi o, come preferisco dire, non esclusivi!

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